A partire dall’ultimo decennio il problema di ciò che beviamo e mangiamo sta acquisendo sempre più importanza nella nostra vita. Le notizie che giungono in continuazione e riferite alla tossicità o pericolosità di alimenti e bevande contribuisce da un lato ad allarmare la popolazione e dall’altro a spingere molti cittadini a limitare i pericoli che ne derivano dalla manipolazione di ciò che serve in definitiva a nutrire il nostro organismo.
L’acqua rappresenta in assoluto il liquido più importante per l’organismo umano. Nessuna forma di vita esisterebbe senza di essa, tanto che il corpo umano vive immerso nell’acqua, partendo dalla più piccola cellula, la quale è composta soprattutto da acqua, per arrivare all’intero organismo. Se nell’individuo adulto la percentuale d’acqua raggiunge indicativamente il 65% del peso corporeo, nei più piccoli questo dato arriva a toccare addirittura il 75%.
Durante il suo ciclo vitale l’uomo beve una quantità di acqua che in base ai calcoli effettuati è circa seicento volte superiore al suo peso corporeo. Basta questo dato per far capire come l’assunzione continua di acqua inquinata possa infine sfociare in una serie di disturbi alla salute, al contrario di quanto avviene con l’utilizzo di acqua pura, destinata a sua volta a generare benessere. Sono proprio le caratteristiche qualitative del liquido ad avere risvolti fondamentali nella ricerca del massimo benessere psicofisico da parte di ognuno di noi.
In questo quadro, la valutazione delle funzioni dell’acqua per il nostro organismo deve prendere in considerazione tutta la loro complessità. In particolare la purezza dell’acqua dipende dal suo stesso contenuto e di conseguenza un’acqua a basso contenuto salino è preferibile rispetto ad una che contenga un alto residuo fisso, soprattutto ove non sia nota la qualità del secondo.

Non è un caso in questo quadro che le acque di alta montagna siano considerate le migliori in assoluto, proprio per il fatto che il loro contenuto in residuo fisso sia spesso posizionato sotto la soglia dei 50 mg/l, che distingue le acque minimamente mineralizzate.

Va anche ricordato come il nostro organismo abbia difficoltà nell’assimilare contenuti di natura inorganica, portandoci così a preferire l’assimilazione dei sali minerali che ci sono necessari dagli alimenti. Proprio per purificare al massimo l’acqua, quindi, ormai da tre decenni è stata varata una tecnologia ormai consolidata tale da consentire il processo in questione mediante l’utilizzo di elementi semipermeabili, le membrane. La tecnologia di cui stiamo parlando si chiama osmosi inversa. Non resta quindi che andare a vedere di cosa si tratti in realtà. Cos’è l’osmosi inversa?

L’osmosi inversa

L’osmosi inversa utilizza il fenomeno naturale dell’osmosi al fine di eliminare completamente anche dall’acqua che sgorga dai nostri rubinetti il contenuto indesiderato. Attraverso questo processo si ottiene la cosiddetta acqua osmotizzata, ovvero un liquido leggermente mineralizzato che ha un risultato qualitativo assimilabile se non superiore alla migliori acque minerali in bottiglia.

Grazie agli impianti ad osmosi inversa, ogni tipo di acqua può essere tramutato in un’acqua minimamente mineralizzata. In altre parole, l’acqua osmotizzata è un’acqua oligominerale dotata di rilevanti proprietà diuretiche e di un altissimo grado di purezza e leggerezza. Assolutamente priva di batteri, gode peraltro di un sapore molto gradevole, un odore non meno piacevole e un colore cristallino. Si tratta inoltre di un’acqua particolarmente indicata ai fini di una depurazione del proprio organismo dalle scorie e dalle tossine accumulate. Risultati che possono essere ancora più importanti soprattutto ove essa venga assunta in un quantitativo oscillante tra i due e i due litri e mezzo ogni giorno.
Il processo attraverso il quale viene favorito e forzato il passaggio delle molecole di solvente dalla soluzione più concentrata a quella più diluita, vede l’applicazione di una pressione osmotica maggiore alla soluzione più concentrata. Per poterla realizzare è necessario l’utilizzo di una membrana in grado di trattenere il soluto impedendone il passaggio nell’altra parte, con il risultato di ricavare il solvente puro. Si tratta ovviamente di un fenomeno non spontaneo e tale da richiedere il compimento di un lavoro meccanico necessario per annullare l’effetto della pressione osmotica.
Ormai l’osmosi inversa viene considerata la tecnologia esistente più sicura ed efficace per poter filtrare e purificare l’acqua. Una nomea che discende dalla sua naturalezza, derivante dal fatto che durante il processo non vengono utilizzate sostanze chimiche di alcun genere. Per effetto del processo innescato la percentuale di sali minerali presenti nell’acqua viene ad essere ridotta drasticamente con la contemporanea eliminazione di tutti gli agenti inquinanti di natura organica.

In pratica al termine del processo sarà stato eliminato tra il 95% e il 99% delle particelle solide (Amianto, Arsenico, Bario, Manganese, Mercurio, Nichel, Piombo, Potassio, Selenio, Cianuri, Cloruri, Nitrati, Pesticidi, Solfati), oltre al 99% dei batteri. Percentuali che fanno capire come l’acqua osmotizzata rappresenti un vero passo in avanti.

La normativa di riferimento

L’acqua osmotizzata è oggetto di una precisa normativa, fissata dal DM 25 del marzo 2012. In base a questo provvedimento, che riprende i parametri di potabilità del DL 31/2001, il pH può scendere anche sotto un valore di parametro indicativo 6, il quale deve essere considerato ove l’acqua sia “aggressiva”. Si tratta in effetti di un punto controverso, in quanto può decidere su un valore importante come l’acidità del liquido.

La ratio del provvedimento è comunque chiaro: chi vuole bere acqua osmotizzata è libero di farlo. Chi però propone impianti di questo genere deve a sua volta mettere l’utente in grado di valutarne le caratteristiche. In particolare è vietato presentarla come unica e imprescindibile acqua destinata al consumo umano, esponendo chi violi questa indicazione a sanzioni pecuniarie.

L’acqua osmotizzata è sicura?

L’acqua osmotizzata è assolutamente adatta all’uso alimentare. A dimostrare questa tesi è il fatto che essa venga addirittura utilizzata comunemente all’interno delle strutture ospedaliere e nei laboratori professionali, ovvero in quei luoghi che vedono l’igiene al primo posto tra i requisiti necessari. In particolare l’acqua osmotizzata è in grado di garantire i seguenti benefici:

  • assicura un rapido superamento degli stati di acidità;
  • consente il raggiungimento di valori ottimali di pH gastrico;
  • si dimostra in grado di velocizzare l’eliminazione dell’acido urico nel caso di rallentamenti.
  • si dimostra ottima per la preparazione del latte artificiale per i più piccoli;
  • riesce a favorire il superamento dei problemi intestinali;
  • è in grado di aiutare in caso di disturbi all’apparato urinario;
  • permette di ridurre il tempo della digestione;